CENTRO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE 'TAURUS'
PRESENTAZIONE PROGETTO IN.F.E.A. TRATTO DA: LINEE DI INDIRIZZO PER UNA NUOVA PROGRAMMAZIONE CONCERTATA TRA LO STATO,
LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO IN MATERIA IN.F.E.A.
(INFORMAZIONE-FORMAZIONE-EDUCAZIONE AMBIENTALE)
VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA
REGIONALE
(approvato dalla Conferenza Stato - Regioni il 23 novembre 2000)
1) PREMESSA
Negli ultimi anni l'accezione di Educazione ambientale, anche nei suoi aspetti legati alla
formazione ed informazione ambientale, si è venuta modificando, in funzione degli scenari globali
e locali a livello ambientale, economico, sociale, culturale, nonchè delle nuove prospettive
professionali, dello sviluppo delle tecnologie informatiche, di una maggiore e più diffusa
consapevolezza in merito alle responsabilità collettive e personali circa la qualità dell'ambiente,
della riconosciuta necessità ed opportunità di coinvolgere i cittadini nelle politiche di governo del
territorio.
L'Educazione ambientale viene attualmente vissuta come un impegno ed una opportunità che
coinvolge tutti gli attori sociali, chiamati a diversi livelli e con competenze differenziate a definire
obiettivi, strategie, azioni per attività integrate di informazione, educazione e formazione in grado di
riflettersi sulla qualità ambientale e della nostra società nel suo sviluppo.
Una nuova attenzione è necessario dedicare nel contempo al mondo della scuola ed ai processi in
corso della riforma dell'autonomia che ridefiniscono ruolo e funzioni della scuola stessa nel
rapporto con il territorio e le sue risorse, così come gli aspetti disciplinari e curricolari. Un processo
che può essere facilitato dal rapporto che i Centri di Educazione ambientale (Laboratori Territoriali,
Centri di esperienza,....secondo la terminologia ripresa dalla Legge 426/98) sul territorio possono
stringere in termini di stabile collaborazione con l'istituzione scolastica assurgendo al ruolo di
specifici centri servizi per la scuola dell'autonomia nell'ottica dello sviluppo sostenibile e del
sistema formativo integrato.
Il processo di interazione del sistema INFEA con la società non può peraltro considerarsi limitato al
mondo della scuola in quanto si è andato estendendo ad altri potenziali interlocutori ed in
particolare ad un'utenza adulta, coinvolgendo in azioni di informazione e formazione settori diversi,
quali il mondo delle piccole e medie imprese, delle associazioni di categoria, della realtà
produttiva, del comparto amministrativo e dei servizi, dei giovani in formazione.
L'Educazione ambientale ha assunto in Italia, da un decennio a questa parte, un particolare rilievo
ed uno spazio crescente, non solo per i contenuti di elevato profilo che una pluralità di soggetti ha
prodotto ma anche per la sua collocazione all'interno di un disegno istituzionale che vede coinvolti
a pieno titolo lo Stato, le Regioni, le Province Autonome di Trento e Bolzano e gli Enti Locali; si
ritiene che esistano le condizioni per un potenziamento ed un sostegno ulteriori attraverso un
processo appena iniziato di maggiore condivisione e concertazione nella prospettiva di unanecessaria evoluzione in termini di qualità verso forme e modalità di azione più riconosciute,
garantite e perseguite.
Questo processo costituisce un elemento insostituibile nel panorama più vasto delle politiche
ambientali ed è con riferimento a questo che Stato, Regioni e Province Autonome di Trento e
Bolzano hanno ritenuto di elaborare e condividere il presente documento.
[^ Sopra]
2) STATO DELL'ARTE E SCENARI DI RIFERIMENTO
Le esperienze svolte nell'ultimo decennio nel campo dell'INFEA consentono di avviare una
riflessione sulle prospettive, i nuovi compiti e le funzioni dell'Educazione ambientale.
In particolare, dai documenti preparati e discussi nei sette gruppi di lavoro della 2° Conferenza
Nazionale dell'Educazione ambientale tenutasi a Genova dal 5 all'8 aprile 2000 è possibile
constatare l'elevato livello di elaborazione contenutistica e metodologica nel quadro di quanto
realizzato e in corso di evoluzione nel campo INFEA in ambito regionale.
Emerge un quadro sufficientemente chiaro, anche se non esaustivo, circa l'attuale organizzazione
del Sistema Nazionale, in particolare per quanto riguarda la consistenza e la distribuzione dei
Centri di Coordinamento regionali, dei Laboratori Territoriali, dei Centri di esperienza e delle
diverse tipologie emergenti di "nodi" o punti di riferimento delle reti regionali.
Si ritiene che si debba fare tesoro dei risultati significativi riscontrabili nei documenti sopra citati,
che rappresentano un valido punto di riferimento per la futura programmazione concertata tra lo
Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano nel campo INFEA; il panorama
sopra descritto dimostra infatti come nel campo dell'Educazione ambientale non si parta da zero,
ma si possa contare sul prezioso patrimonio costituito dalla precedente programmazione a livello
nazionale e regionale.
Si attribuisce all'azione di costruzione del Sistema Nazionale dell'Informazione, Educazione e
Formazione ambientale intrapresa dal Ministero dell'Ambiente un significato innovativo e di
notevole importanza per il ruolo di innegabile rilievo che le tre linee strategiche di pensiero ed
azione: informazione, formazione, educazione, occupano nelle politiche di gestione del territorio e
delle sue risorse.
Il Sistema Nazionale, cui fa riferimento la Legge 426/98, si avvale di strumenti quali l'Archivio
nazionale, il sistema dei laboratori, l'Osservatorio e la banca dati ANFORA per il supporto allo
sviluppo ed al potenziamento dell'azione dello Stato in questa materia. I programmi triennali del
Ministero dell'Ambiente e, successivamente, il Programma operativo multiregionale ambiente,
hanno operato in questa direzione, ma oggi l'azione concertata tra amministrazioni centrali ed
amministrazioni locali sui temi dell'educazione, della formazione e dell'informazione ambientale,
richiede un impegno di forte trasversalità, affinchè questi temi possano essere presenti in tutte le
azioni di governo, gestione ed uso del territorio. Ciò determina la necessità di perfezionare l'azione
già avviata anche attraverso la definizione degli obiettivi comuni condivisi, dell'integrazione degli
strumenti e delle risorse a disposizione: si pensi ai Programmi Operativi Regionali formulati per
l'accesso ai Fondi strutturali 2000 - 2006.
Va altresì rilevato che il processo di realizzazione dello stesso Sistema Nazionale presenta elevati
gradi di complessità e che il suo perseguimento in forme organiche ed equilibrate sull'intero
territorio non può prescindere da una programmazione che abbia come fulcro principale la
concertazione ed il confronto costante fra Stato, Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano
Stato, Regioni e Province Autonome hanno peraltro già da tempo sviluppato forme di
collaborazione su questo versante anche se con modalità ancora non sufficientemente organiche,
equilibrate e condivise: l'occasione è stata rappresentata dall'attuazione dei Programmi Triennali
INFEA 1989/91 e 1994/96, cui va riconosciuto il merito di aver posto le basi ed aver avviato la
realizzazione del Sistema Nazionale dell'Informazione, Educazione e Formazione ambientale.
Anche a seguito di quella programmazione numerose Regioni si sono dotate in un costante
crescendo di propri strumenti di promozione ed hanno organizzato, o si stanno attrezzando per
avviare, sistemi e reti regionali, alcune sulla scorta anche di specifiche normative; un indirizzo che
mira ad attivare sui rispettivi territori proficue sinergie tra attori istituzionali, scolastici, associativi,
privati attraverso un processo che, per le risorse economiche ed umane che ha mobilitato, per le
potenzialità di crescita che gli sono connaturate e per l'impatto positivo che può produrre è
auspicabile non subisca arresti o forme di ostruzionismo.
Il compito della Pubblica Amministrazione di sviluppare l'azione educativa, di informazione, di
sensibilizzazione, di formazione e di sostegno al processo di crescita culturale, su cui
inevitabilmente si fonda un rapporto equilibrato con l'ambiente, con la penetrazione e la rapidità
necessarie perchè l'azione di governo possa risultare effettivamente efficace, può trovare nei
sistemi a rete, di cui le Regioni si stanno dotando, un supporto versatile e dinamico, già
sperimentato in diverse situazioni, anche se sussistono ampi margini di miglioramento che sono
peraltro in funzione dell'investimento che si vorrà fare in questa direzione in termini di risorse
umane, organizzative e finanziarie.
Si ritiene che il patrimonio di lavoro, esperienza e cultura amministrativa creato in questi anni
debba essre sostenuto e valorizzato, configurandosi come una forte trama su cui incrementare il
processo di condivisione e costruzione.
Il Tavolo tecnico INFEA della Conferenza Stato - Regioni, di recente istituzione e che deve avere
carattere permanente, rappresenta un forte cardine istituzionale, così come si ritiene che il ruolo
finora svolto dallo Stato a livello centrale debba essre potenziato e valorizzato per sviluppare
un'azione di supporto, coordinamento, indirizzo e verifica ricalibrata nell'ottica di nuove modalità di
codecisione, dialogo e confronto con il comparto Regioni e Province Autonome.
Lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano dovranno contribuire a far
evolvere il processo di costruzione di un Sistema Nazionale dell'Informazione, Educazione e
Formazione ambientale attraverso l'integrazione di Sistemi a scala regionale che, a loro volta,
dovranno configurarsi quali progetti di orientamento, indirizzo, supporto, coordinamento e verifica
dell'eterogeneità delle esperienze che su e dal territorio emergono in termini di innovazione e
proposta per la società del nuovo millennio.
Si rileva altresì l'opportunità che lo sviluppo di Reti Nazionali (Coordinamento Aree Protette,
Sistema ANPA/ARPA, Coordinamento Città sane, Coordinamento Agende 21 locali, Reti di
associazioni ambientaliste, ......) che si occupano a diverso titolo di problemi ambientali e di
sviluppo sostenibile si raccordi e si integri col Sistema Nazionale dell'Informazione, Educazione e
Formazione ambientale configurandosi come implementazione dei "nodi" che vengono pertanto ad
arricchire il Sistema medesimo.
Particolare rilievo assume in questo contesto un rapporto costruttivo con il Sistema ANPA - ARPA,
sia a livello centrale che fra le singole Regioni con le rispettive Agenzie. Detentore, infatti, per le
proprie specifiche competenze ed attribuzioni, delle conoscenze puntuali sulla qualità
dell'ambiente, delle sue problematiche e della loro evoluzione nel tempo, il Sistema delle Agenzie
per la protezione dell'Ambiente, nelle sue articolazioni territoriali, si configura come interlocutore
qualificato a sostegno delle politiche ambientali dei soggetti istituzionali per le strategie e le azioni
modulate in funzione dei potenziali destinatari.
[^ Sopra]
3) DEFINIZIONE DELLE POLITICHE, LORO ATTUAZIONE, STRUMENTI CONSEGUENTI.
Lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, sulla base dell'esperienza, degli
strumenti e delle iniziative attivate in questi anni, concorrono, ognuno per le parti di propria competenza, nell'attuazione del Sistema INFEA; riconoscono l'esistenza di diversi livelli di
programmazione ed attuazione delle politiche per l'Educazione ambientale e l'esigenza - per lo
Stato, le Regioni, le Province Autonome e gli altri attori sul territorio - di perseguire nel modo più
efficace e vantaggioso, gli obiettivi comuni, secondo criteri e principi ispirati al federalismo ed alla
sussidiarietà come sanciti dalla Legge 15 marzo 1997, n.59 e relativi decreti attuativi.
In risposta anche alle principali emergenze ambientali e alle istanze di carattere nazionale e
internazionale, lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di trento e Bolzano definiscono,
attraverso la concertazione, strategie, obiettivi, indirizzi, modelli di riferimento, requisiti e standard
qualitativi strumentali alla funzionalità del Sistema nazionale INFEA.
Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano svolgono un'azione di programmazione
finalizzata a promuovere, indirizzare, coordinare, monitorare, accreditare le attività di Educazione
ambientale sul territorio, sulla base degli obietivi comuni di livello nazionale e delle specificità
regionali. A questo livello si attuano gli strumenti informativi, formativi, valutativi.
Il livello locale è deputato all'attuazione dei progetti INFEA attraverso le strutture e gli strumenti
presenti sul territorio (Centri di Educazione ambientale, Laboratori, Centri ricerca e formazione,
ecc); strutture e strumenti che possono avere carattere pubblico, privato, associativo, purchè
riconosciuti sulla base di un processo di valutazione attuato mediante un sistema di indicatori e
standard di qualità.
Per operare in termini di efficacia ed efficienza nel campo dell'Educazione, dell'informazione e
della formazione ambientale a diversi livelli, lo Stato e le Regioni individuano la necessità di
approntare strumenti operativi secondo la seguente articolazione:
[^ Sopra]
1) Strumenti di indirizzo, coordinamento e verifica.
1.1) Livello nazionale
1.1.1) Tavolo Tecnico permanente INFEA
Nel rinnovato rapporto tra il Governo nazionale ed i Governi regionali, il Tavolo Tecnico INFEA
acquista un significato di grande rilievo, costituisce uno strumento idoneo per attuare le scelte di
indirizzo, coordinamento e verifica del Sistema Nazionale quale integrazione dei sistemi a scala
regionale . Il Tavolo, inoltre, rappresenta il luogo deputato alla concertazione ed al confronto fra lo
Stato e le Regioni per affrontare in modo sinergico le problematiche connesse alla funzionalità ed
alla efficacia delle proposte che i diversi "nodi" del Sistema Nazionale saranno chiamati ad attuare,
secondo modalità di intervento orientate allo sviluppo sostenibile.
In una prima fase, le questioni di rilievo da affrontare a livello tecnico sono:
· individuazione e definizione delle tematiche ambientali, dei concetti e degli strumenti
funzionali ad uno sviluppo dell'educazione ambientale, con l'obiettivo di rendere più chiaro
l'impegno dello Stato e delle Regioni in questo settore di intervento;
· definizione del ruolo e delle funzioni che lo Stato e le Regioni sono chiamati ad esplicare
negli specifici ambiti di competenza, affinchè si possa fattivamente transitare dall'attuale
fase del Sistema Nazionale verso un'organizzazione capace di affrontare le problematiche
educativo/formative legate alla sfida dello sviluppo sostenibile
· individuazione degli strumenti tecnico-operativi adeguati per consentire l'operatività del
Sistema Nazionale quale struttura di coordinamento ed organizzata alle diverse scale
territoriali, nazionale e regionali;
· istituzione di un gruppo di lavoro permanente rappresentativo di diverse realtà istituzionali,
scientifiche, professionali ed associative di interesse nazionale ed impegnate nello sviluppo
di processi educativi inerenti l'ambiente e la sostenibilità, che operi come alimentazione
culturale, metodologica e di indirizzo tematico a supporto del Sistema Nazionale INFEA; individuazione delle necessità finanziarie, delle priorità e delle linee di finanziamento
complessive per sostenere il processo di costruzione del Sistema nazionale nella sua
integrazione di Sistemi a scala regionale, sia per quanto concerne gli strumenti tecnicooperativi
che i programmi specifici.
[^ Sopra]
1.2) Livello regionale
1.2.1) Strutture Regionali di coordinamento
Per rafforzare l'azione di indirizzo e di organizzazione della funzione svolta in questo settore a
livello regionale si ritiene importante l'attivazione e/o il potenziamento di Strutture Regionali di
Coordinamento con funzioni di promozione, collaborazione, riferimento, orientamento, verifica a
favore della molteplicità di soggetti e progettualità che intendono confrontarsi, collegarsi e riferirsi
al processo ed ai criteri ispiratori del Sistema Nazionale. Una struttura operativa a livello regionale
è tanto più necessaria quanto più la Regione intende consapevolmente interpretare un ruolo
trainante ed ispiratore di politiche di informazione, educazione e formazione ambientale.
2) Strumenti per la gestione tecnico-operativa
2.1) Comunicazione in rete
La costruzione e l'implementazione delle Reti per l'educazione ambientale regionali richiede lo
sviluppo di reti informatiche adeguate sia a connettere tra loro i nodi della Rete, così come
avvenuto sin dall'avvio del Sistema Nazionale, sia a fornire servizi mirati alla documentazione ed
all'informazione.
Si intende evidenziare l'importanza che gli strumenti tecnologici avanzati hanno e sempre più
avranno nei processi di gestione e fruizione delle informazioni. Si ritiene pertanto rilevante
rafforzare il lavoro sinergico di programmazione avviato affinchè il Sistema Nazionale INFEA
risponda in maniera sempre più efficace alle esigenze dell'utenza.
2.2) Sistema di valutazione
Il Sistema Nazionale, quale integrazione delle reti regionali, richiede la messa in atto di strumenti di
valutazione che possano essere applicati tanto alle strutture o nodi fisici del Sistema (Centri di
coordinamento, Laboratori Territoriali, Centri di esperienza,.....) quanto all'attività proposta ( servizi
offerti e promossi, accoglienza, capacità progettuale, offerta formativa,....). E' necessario definire
un sistema di "indicatori di qualità" che possa essere applicato, con la necessaria flessibilità, a
scala regionale e territoriale.
Si rileva che, facendo salvo il principio dell'autonomia e delle specificità di ciascuna Regione
nell'individuazione degli strumenti idonei alla valutazione delle proposte e delle caratteristiche
strutturali dei Sistemi/Reti regionali, si rende necessario disporre di un quadro generale di
riferimento nel quale definire gli strumenti ed i contenuti relativi a standard di qualità per l'intero
Sistema INFEA, come tra l'altro diffusamente previsto dalle politiche ambientali dell'UE.
2.3) Strumenti a sostegno del Sistema.
Nell'ambito delle attività di coordinamento e di indirizzo congiunto fra Stato e Regioni si ritiene
determinante definire il piano di integrazione degli strumenti del Sistema nazionale INFEA previsti
al comma 5 dell'art. 3 della Legge 426/98 con gli strumenti informativi gestiti e realizzati in sede
locale. Tale integrazione dovrà consentire al Sistema di rispondere alle esigenze di carattere
informativo/divulgativo di un'utenza ampia e diversificata, fermi restando gli specifici ambiti di
competenza dello Stato e delle Regioni.
2.4) Programmi ed ambiti formativi per lo sviluppo del Sistema INFEA
La formazione è uno strumento indispensabile per la crescita qualitativa di quanti operano nel
Sistema INFEA. Pur riaffermando l'autonomia regionale nell'individuare gli interventi e gli ambiti
formativi in relazione alle particolari esigenze del territorio, si rileva la necessità di concordare fra
Stato e Regioni un programma di formazione che abbia quale obiettivo primario l'acquisizione di
nuove competenze nella gestione ed implementazione dei servizi del Sistema INFEA nella sua
interezza e sostenibilità del territorio. La progettazione di un ambito formativo comune consente fra
l'altro uno scambio di esperienze ed idee tra gli operatori del Sistema INFEA ed una continua
osmosi tra le esperienze maturate a scala regionale e locale equelle nazionali.
[^ Sopra]
4) INDICAZIONI DI PRIORITA' DI INTERVENTO FINANZIARIO
Si ritiene che per rendere operativo il processo sopra delineato occorra in via prioritaria prevedere
il finanziamento di:
Servizi
Implementazione degli strumenti per la gestione tecnico-operativa, che costituiscono condizione
basilare per il funzionamento delle Reti e quindi dell'intero Sistema Nazionale. In particolare il
potenziamento e/o la creazione delle "strutture regionali di coordinamento", premessa
indispensabile allo sviluppo ed alla qualificazione delle attività INFEA sul territorio e delle relative
strutture.
Funzioni
· Supporto ai processi di sviluppo di un sistema formativo integrato con particolare
riferimento all'integrazione delle strutture e delle funzioni del Sistema INFEA con quelle
della scuola dell'autonomia.
· Sviluppo, diffusione, sperimentazione della cultura della sostenibilità mediante supporto ai
processi di Agenda 21 locale, di programmazione partecipata e di gestione dei conflitti
ambientali.
Si ritiene importante che, stabilito il quadro comune di riferimento ed i criteri di qualità ai quali gli
interventi dovranno attenersi, le Regioni attraverso anche l'identificazione dei temi relativi alle
specifiche emergenze territoriali, promuovano progetti e attività finalizzati a rendere stabile e
permanente l'azione di educazione ambientale.
Come primo percorso attuativo del presente documento si propone la sottoscrizione di specifici
Accordi fra lo Stato e le singole Regioni che dovranno in particolare prevedere la definizione di un
"Programma regionale INFEA", predisposto con il coinvolgimento di tutti i soggetti e gli interlocutori
pubblici e privati attivi e coinvolti sulle tematiche INFEA, nel quale venga definito il piano delle
risorse regionali e nazionali per lo sviluppo del Sistema nazionale INFEA.
[^ Sopra]